Nel 2007, dopo un lavoro durato anni, venivano finalmente definite per legge del Parlamento Italiano le Menzioni Geografiche Aggiuntive del Barbaresco DOCG, il primo vino in Italia a fregiarsi di questo onore. Si tratta di 66 denominazioni specifiche che fanno riferimento non solo alla zona o al vitigno ma direttamente al singolo vigneto. L’intero territorio di produzione è stato diviso in singole porzioni definite utilizzando i nomi storici e i toponimi (molti di questi rivendicati da produttori e contadini in pubbliche audizioni oppure attestati su mappe, etichette e atti ufficiali) e stabilendo confini tra di esse.
L’Enoteca Regionale del Barbaresco, grazie al lavoro svolto dallo Studio Enogea, ha fatto realizzare alcune carte, che descrivono ogni singola menzione per le sue caratteristiche geografiche, geologiche e organolettiche, unitamente ad un dettagliato catasto per proprietà.
Di seguito l’elenco delle Menzioni diviso per Comune.

Alba:
Meruzzano, Montersino, Rizzi, Rocche Massalupo

Barbaresco:
Asili, Cà Grossa, Cars, Cavanna, Cole, Faset, Martinenga, Montaribaldi, Montefico, Montestefano, Muncagota, Ovello, Pajè, Pora, Rabajà, Rabajà-bas, Rio Sordo, Roccalini, Roncaglie, Roncagliette, Ronchi, Secondine, Tre Stelle, Trifolera, Vicenziana

Neive:
Albesani, Balluri, Basarin, Bordini, Bric Micca, Bricco di Neive, Canova, Cottà, Currà, Fausoni, Gaia-Principe, Gallina, Marcorino, Rivetti, San Cristoforo, San Giuliano, Serraboella, Serracapelli, Serragrilli, Starderi

Treiso:
Ausario, Bernardot, Bricco di Treiso, Casot, Castellizzano, Ferrere, Garassino, Giacone, Giacosa, Manzola, Marcarini, Meruzzano, Montersino, Nervo, Pajorè, Rizzi, Rombone, San Stunet, Sant’Alessandro, Valeirano, Vallegrande

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